L’anello del monte Guadagnolo

Partenza dall’area di sosta in prossimità di San Gregorio da Sassola, dopo tre chilometri si attraversa il paesino, passando proprio davanti al Castello che chiude l’accesso al borgo medievale arroccato su un basamento di roccia vulcanica. Dall’altro lato l’espansione barocca, strutturata su una spina centrale che dalla città antica si attesta su una piazza ellittica, Piazza del teatro (Piazza Padella), costituita da quattro quartieri di cui uno mai realizzato. Ne risulta un impianto a fuso che dallo sperone roccioso su cui è posizionato l’antico borgo fortificato, procede lungo il crinale verso il monte Corella, dando forma all’espansione seicentesca (Borgo Pio).

Si procede verso Guadagnolo, il centro abitato più alto del Lazio, un paesello di 55 abitanti arroccato su un enorme spuntone calcareo a 1.218 metri sul livello del mare. La salita è abbastanza impegnativa ma in prevalenza su asfalto e cementata, spingendo sul rampicino la bici scorre abbastanza agevolmente e in poco più di un ora si guadagna la cima. Sulla montagna lo spettacolo è veramente magnifico, la vista spazia sui monti Simbruini, Sabini ed Ernici, giungendo all’agro romano ed al mare. Il paesello è accogliente e intercetta un po’ dei pellegrini che si recano nel vicino Santuario della Mentorella. Tuttavia, non passano inosservate le numerose antenne televisive, ripetitori e radar posizionati proprio in cima alla montagna, a poca distanza dalle case. Oltre all’impatto sul paesaggio, la presenza delle antenne pone serie questioni di tutela della salute pubblica, impedendo una piena valorizzazione turistica del luogo.

Dopo una sosta contemplativa si assapora meglio l’ebrezza della discesa, e allora giù, una corsa a bandiera fino a Capranica Prenestina, un altro piccolo borgo medievale (327 residenti) arroccato a quota 915. Dalla piazzetta all’ingresso del paese si scorge l’elegante cupola della Chiesa della Maddalena, attribuita alla scuola del Bramante e poco distante, nel cuore del borgo medievale, sorge l’austero palazzo Baronale, oggi sede del Comune, che agli ultimi due piani ospita il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, inaugurato nel giugno 2001 con la precisa intenzione supportare lo sviluppo del turismo culturale e naturalistico ma che ultimamente, purtroppo, non se la passa tanto bene.

Si lascia Capranica procedendo verso Poli e dopo circa tre chilometri di asfalto si imbocca una cementata, cinque chilometri di discesa ripida su fondo scorrevole, lasciando andare la bici si superano gli 80 Km/h ma è bene moderare la foga, per non andare lunghi a qualche curva rischiando di investire qualcuno che procede in senso inverso. Al termine della discesa, adagiato su un costone tufaceo, appare Poli (2.436 residenti), con il bellissimo campanile della chiesa di San Pietro ed il caratteristico impianto a fuso, una strada principale mediana sul colmo ed un sistema trasversale di vicoli, un altro gioiellino.

Ultima tappa Casape, un altro piccolo centro(737 abitanti) di antiche origini, nato sui ruderi di una villa romana del primo secolo d.C. e sviluppatasi poi nel medioevo. Si raggiunge procedendo sostanzialmente in piano ed entrando in paese non si può non notare l’enorme palazzo baronale, situato proprio nella piazza centrale. La costruzione nel corso dei secoli ha subito diversi rimaneggiamenti e dal 1989 è sottoposta ad un meticoloso intervento di restauro promosso dalla provincia di Roma, per accertare e documentare le diverse trasformazioni anche in rapporto alla storia del paese.

Itinerario tra natura arte e cultura, alla scoperta di luoghi poco conosciuti dell’entroterra laziale. Un giro faticoso ma in grado di regalare emozioni forti e immagini che restano incise nella memoria. 

Guadagnolo

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