L’anello dei monti Ruffi

Bellissimo giro tra il parco naturale dei Simbruini ed il parco dei monti Lucretili, lungo un anello che per metà percorre le rive dell’Aniene e per metà si inerpica sui monti Ruffi, attraversando tre antichi comuni dell’entroterra laziale.

Partenza dal parcheggio della stazione di Mandela Scalo, si costeggia l’Aniene, prima su asfalto, poi su strada bianca ci si addentra nella campagna, in parte coltivata ma in prevalenza costituita da rigogliosa vegetazione spontanea, con qualche area boscata e suggestivi scorci sul fiume.

Il primo tratto lungo il fiume è sostanzialmente pianeggiante ma giunti al dodicesimo chilometro comincia la salita verso Marano Equo, 786 abitanti a quota 488 metri slm. L’acqua sgorga ovunque, ottima e freschissima, con diversi fontanili che inframmezzano la dura salita. 

Si prosegue per Anticoli Corrado, un grazioso borgo di 933 abitanti arroccato su uno sperone roccioso a 508 metri di altitudine, divenuto famoso nell’800 per la bellezza delle sue donne, modelle molto ambite da pittori, poeti ed artisti dell’epoca che vi dimorarono per lunghi periodi aprendo in alcuni casi laboratori artistici, studi ed atelier. Tra i visitatori più noti Luigi Pirandello che accompagnando il figlio pittore vi soggiornò a lungo scrivendo “I giganti della Montagna”. Altri artisti celebri il poeta Rafael Alberti, Stuckelberg, Capogrossi, Kokoscka e Hebborn.

Arrivati in piazza delle Ville, al centro del paese, dove spicca la fontana di Martini e la chiesa di San Pietro (XI secolo), si procede per piazza Vittoria con il suo palazzo baronale, la torre Brancaccio e sulla sommità della collina il museo comunale di arte moderna, aperto anche di domenica e molto interessante da visitare.

Da qui si procede per l’ultima tappa del tour, la più dura, Saracinesco, un piccolissimo borgo fortificato, appena 184 residenti, arroccato a 908 metri di altitudine. La salita al paese è veramente dura, per la pendenza ed il fondo sconnesso, ma questa è l’essenza stessa del paese, fondato nell’876 su una altura inaccessibile per meglio fronteggiare le continue incursioni saracene. Nell’XI secolo sulla sommità del colle fu costruita una fortezza, della quale oggi resta solo il basamento, ma nell’area di pertinenza è stato realizzato un giardino da cui è possibile godere di una splendida vista sulla valle e sui monti circostanti. Nel giardino trova anche collocazione una meridiana analemmatica (in parte danneggiata), terminale di un itinerario che attraverso le stradine del paese propone altri sei strumenti di misurazione, costituendo un singolare “Museo del Tempo“.

Gente gentile e sorridente ed un ottimo odore di cucina si diffonde negli stretti vicoli. Scoperta da approfondire e, se l’istinto non m’inganna, una esperienza culinaria non dovrebbe deludere.

Monti Ruffi

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