Il giro del Merro, prova del bosco OK

Si inizia alla grande. Partenza da Monterotondo, obiettivo pozzo del Merro, passando per un breve tratto di bosco. Un giro non troppo impegnativo, per familiarizzare con la bici, ma i due Andrea hanno subito dimostrato di avere “la stoffa”.

Ignorando le previsioni meteo che davano temporale per tutto il giorno, siamo entrati nel bosco di Gattaceca, percorrendo sentieri a tratti allagati dalle copiose piogge degli ultimi giorni. Un impatto non proprio soft per chi è alle prime armi.

La sosta al Merro non ha mancato di destare stupore, dalle campagne coltivate si entra in una cavità naturale interamente ricoperta da fitta vegetazione, il sinkhole allagato più profondo della terra. Procedendo con prudenza sui gradoni resi viscidi dalla pioggia, ci siamo avventurati oltre i cancelli, fino a raggiungere lo specchio d’acqua, interamente ricoperto dalla felce infestante, Salvinia molesta, una specie non autoctona, originaria del Brasile. La specie vegetale, probabilmente introdotta liberando nel lago qualche pesce o tartaruga tropicale, in questo ambiente ha proliferato in maniera sorprendente e a nulla è valso il tentativo di ripristinare lo stato dei luoghi operato nel 2009 dal Servizio Ambiente della Provincia di Roma, con l’ausilio del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco.    

Adesso, da programma, è previsto il rientro, meglio non forzare, procedere per gradi ma, alzando la testa, Sant’Angelo Romano è li, quasi ci chiama, che dite?

Andiamo !

Merro

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