Nel grande cratere laziale

Piacere di guida ai massimi livelli, i sentieri da queste parti sembrano fatti apposta per la mountain bike: fondo compatto dal grip eccezionale e sagomatura delle curve a parabolica per effetto dell’acqua.

Immersione totale in una natura rigogliosa, verdissima, straripante con punti panoramici molto suggestivi.

Il Tracciato

Punti di interesse
  • Veduta del lago di Nemi
  • Belvedere sui due laghi dei Castelli da monte Cavo
  • I Pratoni del Vivaro
  • Scorci dalla dorsale meridionale del Monte Artemisio sui monti Lepini e sull’agro pontino
  • Hostaria “Dar Parente”   presso Genzano.
L’escursione

Divertente percorso attraverso i monti del Parco dei Castelli Romani. Storia e mito si fondono continuamente nelle origini delle civiltà che in questi luoghi hanno proliferato e per molto tempo hanno dominato sull’intera area del Latium Vetus.

Per qualche ulteriore suggestione su storie miti e leggende dei laghi albani, rimando a Lago di Nemi – un viaggio nel tempo, o  Le tombe a grotticella dei Monti Albani, una affascinante testimonianza di popoli che abitarono questi luoghi in tempi remoti.

Monte Cavo

La prima parte del giro ci porta quasi alla vetta del Monte Cavo. Si parte da Genzano e si segue un sentiero che costeggia in quota il lago di Nemi. E’ possibile in alcuni punti, parcheggiata al sicuro la bici, inoltrarsi tra gli alti arbusti e raggiungere punti di vista panoramici sul più piccolo dei due laghi dei Castelli.  Con un po’ di fantasia si riesce ad immaginare le due immense imbarcazioni romane che l’Imperatore Caligola aveva fatto costruire per adorare Iside, dea della fertilità, e Diana, nume tutelare e protettrice di questi luoghi. Inforcate di nuovo le bici inizia una lenta e graduale ascesa delle pendici meridionali del Monte Cavo. Il terreno sotto è favoloso. Il giorno prima è piovuto ma la sabbia vetrosa dona un fondo compatto, solido, si sale con un grip che tiene le ruote incollate a terra. La natura ti avvolge, si è immersi in un interminabile bosco di castagni selvatici, lecci, querce e carpini. Nel sottobosco fresco si sfreccia in stretti sentieri accarezzati da felci, ginestre e altri tipi di arbusti gentili. Celati alla vista dalla flora amica, traditori getti di mora di tanto in tanto infliggono graffi profondi. Il gruppo rimane sempre unito in questo continuo intreccio di sentieri (sono veramente tanti e ben fatti) ed unito arriva alla “turistica” vista sui due laghi dei Castelli. Foto di gruppo e una bella bevuta d’acqua. I Castelli sono frequentati da bikers e trekkers, niente a che vedere con le escursioni in solitaria dei nostri tipici tragitti sui Monti Lucretili.

Vivaro

In discesa fino ai Pratoni del Vivaro. Il gruppo spesso tende a sfilacciarsi. Abilità tecniche e la spericolatezza di alcuni accelerano creano distacchi. Negli incroci importanti però chi sta avanti si ferma a ricompattare il gruppo. Si scende veloce nella natura così rigogliosa, frequenti incanalamenti delle acque meteoriche rendono più divertente il tragitto. Pochi sassi, si scorre lisci a mazzetta fino ai Pratoni del Vivaro, si va al Bar.

Si attraversa i Pratoni e lì mi aspettavo comitive mangerecce su barbeque di rocce improvvisate, musiche dalle radio di macchine parcheggiate, spesso di origine rumene o gitane come nelle nostre montagne dei Lucretili. Invece è tutto vuoto, incrociamo un percorso attrezzato per equitazione anch’esso mal tenuto, in decadimento. Solo un paio di macchine sono parcheggiate ai margini della strada. Cerco i proprietari, eccoli la distesi a prendere il sole. Tutto qua! Il gruppo si riduce, le due donne decidono di rientrare a Genzano. Ci salutiamo colla speranza di rivederci in futuro.

Artemisio

Lungo la dorsale orientale e meridionale del monte Artemisio. E’ una zona a pochi chilometri da Monte Cavo eppure è molto meno frequentata. No bikers, no trekkers. Si comincia a risalire. Il fondo qui è più sassoso e lentamente guadagniamo quota. Ogni tanto quando gli alberi si diradano si gode di piacevoli panorami sui Monti Lepini e sull’Agro Pontino. Un banco di nuvole fantozziane ci obbliga ad indossare i K-way e a proteggere gli zaini. Poi individuiamo una zona riparatissima di sottobosco. Ci si ritrova in compagnia di una comitiva di ragazzetti e di una coppia di anziani con una cesta in braccio. “C’è una festa?” gracchia qualcuno, risata generale. Chiedo agli anziani se hanno trovato funghi. “Poca robba! Uno poco di galletti!”. Il sole rispunta forte e caldo. Ci rimettiamo in sella. Un ultimo strappo in salita, quello più duro, più ciottoloso e pietroso di tutta l’escursione, quasi da Monti Lucretili. E’ fatta, si scavalla le pendici dell’Artemisio verso nord, verso i laghi e Genzano.

La discesa fino a Genzano. E’ divertente, riposante e finalmente con sollievo si alza il culo dalla sella. Arrivati  Genzano l’occhio fine ed esperto di Geppo individua una hostaria rustica che, nonostante l’orario (sono le 15:00), ci ospiterà e rifocillerà a dovere: pappardelle al sugo di lepre, trippa al sugo con pecorino, fagioli colle cotiche, salsiccette di luganica casareccia e fagioli al sugo, il tutto accompagnato da croccante pane di Genzano, poi tiramisù fatto in casa, caffè e grappetta.

er Parente

Ringraziamo Alessandro, gestore della Hostaria “Dar Parente” presso Genzano per la sua ospitalità ed il trattamento speciale riservatoci.

Qualche bella discesetta

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