Tibur Trail Center

Chi ama le emozioni forti e la guida tecnica in fuoristrada deve salire sul monte Ripoli e percorrere i sentieri del Tibur Trail Center. Io ci sono stato, per un giro in compagnia dei ragazzi che i sentieri li hanno realizzati e li curano, Andrea, Giorgio e Marco, e vi assicuro che chi ci va la prima volta poi ci torna.   Non è il classico percorso montano lungo e faticoso, la dislocazione dei sentieri è più simile a quella di un bike park. Circuiti che non superano i dieci chilometri di lunghezza, salite molto ripide ma brevi e discese a capofitto, molto ben concepite, sponde dove servono ed anche qualche rampetta per staccare da terra.

La traccia del percorso

Partenza dal piazzale del cimitero, ampio parcheggio per l’auto e bar accogliente per la colazione, non manca niente, la mattina inizia nel modo migliore.

La salita al Ripoli parte su asfalto, poi oltrepassando una rete si procede a spinta per un breve tratto, fino ad intercettare una serie di rampe asfaltate che conducono al Ripoli Village e, e dopo un altro pezzo di strada bianca, si giunge al piazzale situato in vetta, a circa 510 metri di altitudine, dove la presenza di una manica a vento testimonia il saltuario utilizzo come base di lancio per il volo planato.

La vista è magnifica, l’immensa piana verso il mare, che con il cielo terso appare come lama lucente all’orizzonte, i monti tiburtini a sud-est, il Catillo a nord e difronte Montecelio, il paese sui due colli, che con la sua singolare conformazione orografica si staglia all’orizzonte.

Monte Ripoli

Monte Ripoli

Si scende sul versante orientale del Ripoli, percorrendo un sistema di sentieri concepito in maniera modulare, per consentire al rider di scegliere le linee più adatte alle sue esigenze di guida tecnica. Sebbene non manchino tratti più impegnativi, per il fondo accidentato e la pendenza più marcata, il percorso base non presenta particolari difficoltà, un ciclista di media preparazione riesce a percorrerlo quasi tutto in sella. Se poi si posseggono capacità tecniche più avanzate, le curve sagomate, i due ripidoni e le rampette disseminate qua e la lungo il percorso, possono dare un tocco di brio al tracciato base. Ma se si vuole vivere una esperienza veramente emozionante, a metà discesa si può imboccare il percorso kamikaze, occhio però, in questo caso non c’è modo di evitare i numerosi ostacoli presenti lungo il percorso.

Santuario della Dea Bona

DeaBona

A metà mattinata siamo nuovamente ai piedi del Ripoli e ci incamminiamo sul secondo circuito, iniziando l’ascesa del monte Sant’Angelo fino al santuario della Dea Bona, situato in vetta, a 595 metri di altitudine.

Ricostruzione pianta monastero benedettino

deabonaPianta La salita è abbastanza dura, soprattutto in inverno, a causa dei consistenti depositi di fango che rendono impercorribili i sentieri in quota, ma la magia dei luoghi costituisce un incentivo sufficiente. Qui sorgeva un tempio dedicato al culto della Dea Bona, antica divinità laziale della quale era proibito pronunciare il vero nome, Fenteia o Fentia. Dea della pastorizia e della fecondità, il suo culto fu tramandato fino in epoca romana, e la principale festa avveniva proprio agli inizi di dicembre, con celebrazioni notturne riservate a sole donne ed un rituale tenuto rigorosamente segreto (mysteria). Sulle rovine del tempio primitivo, nel sesto secolo fu costruito il monastero di San Pamphilo, che nel nono secolo divenne Sant’Arcangelo, poi Santa Caterina, finché dopo un incendio nel XVI secolo fu ricostruito come Santa Maria di Monte Arsiccio. Oggi delle antiche costruzioni è rimasto ben poco, solo alcuni frammenti di muratura dell’antico convento e della parte absidale della chiesa, il tutto immerso in una fitta e rigogliosa vegetazione. Gli scorci panoramici davvero suggestivi ne fanno il luogo ideale per una sosta contemplativa.

Monte Sant’Angelo

Monte Sant'Angelo

Si scende lungo il versante settentrionale del monte Sant’Angelo, percorrendo prima una carrareccia dal fondo smosso e sassoso, poi un sinuoso single track che serpeggiando in un ambiente naturale di rara bellezza, conduce rapidamente alla sella del Ripoli, e da qui, immergendosi nuovamente nel bosco, si converge sui sentieri percorsi in precedenza.

In discesa sulle linee del TTC

Ci torno al più presto, la prima volta bisogna essere cauti, la seconda si procede più sciolti, poi sono molto curioso di provare il kamikaze.

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