Riserva di Torre Guaceto e parco degli ulivi secolari

Un giretto sulla costa settentrionale di Brindisi, tra la riserva naturale di Torre Guaceto e il parco agricolo degli ulivi secolari di Serranova. Un magnifico e fragilissimo ambiente naturale, sopravvissuto negli anni a numerosi tentativi di distruzione. Dall’ipotesi di realizzare una centrale termonucleare, rischio non del tutto scongiurato, visto che il sito compare ancora nella mappa nazionale delle possibili localizzazioni, ai numerosi progetti di lottizzazione a fini turistici, con annessi fantasiosi alberghi sottomarini.

La traccia del percorso

Per fortuna Torre Guaceto è ancora li, con i tronchi ed i banchi di poseidonia depositati sulla spiaggia dalle maree, l’intricato sistema dunale a nord, con gli arbusti contorti profumati d’incenso e sale, l’area umida a sud, agognata tappa del popolo migratore nelle traversate transcontinentali, il susseguirsi di baie create dagli isolotti al largo, su cui si infrangono i flutti del mare aperto.

La discarica rinaturalizzata

Punta Penne

Partenza dalla ciclabile all’altezza della via Appia, direzione Cillarese, poi aeroporto militare e da qui si imbocca la litoranea verso nord. Il primo tratto di costa non è un bel posto. Negli anni sessanta questa era la zona del loisir, si concentrava il meglio dei locali della città, e di tutta l’area ionico-salentina, la Sciaia a Mare, l’Estoril Club, uno dei primi night dell’intera regione, il Pic Nic, ristorante sul mare, ambita meta per i banchetti matrimoniali di sposi oggi settantenni, Babylandia, tra i primi parchi di divertimento della regione. Da decenni tutte queste strutture versano in stato d’abbandono, vandalizzate, testimoni scomodi di una città che non ha saputo fare i conti con la sua storia. Per fortuna però qualcosa si muove. Pochi chilometri più avanti, nell’area compresa tra Punta Penne e Punta del Serrone, questa estate è stata portata a termine la bonifica di circa 23 ettari di costa trasformata in discarica. In quest’area di proprietà del demanio marittimo, il Comune di Brindisi ha fatto rimuovere oltre 20 mila tonnellate di rifiuti edili e 135 tonnellate di amianto, realizzando un importante intervento di bonifica e rinaturalizzazione di un bellissimo tratto di costa.

Riserva integrale di Torre Guaceto

Riserva Integrale

Se arrivando ad Apani si potesse entrare dalla spiaggia di Guna Beach e procedere costa costa fino a Torre Guaceto sarebbe il massimo. Purtroppo lo stato precario della falesia ed il recente incidente mortale hanno suggerito alle autorità di bloccare il passaggio. Conviene quindi percorrere un breve tratto di complanare, per entrare sulla spiaggia all’altezza del circolo velico. Da qui inizia una esperienza magnifica, pedalando sulla sabbia inumidita dal moto ondoso si percorre una baia infinita, è la riserva integrale dell’area marina protetta di Torre Guaceto, qui non si può entrare con imbarcazioni ed è interdetta anche la balneazione. Sulla sabbia nessuna impronta umana, solo le zampette di qualche gabbiano. I cirrocumuli si specchiano nel velo d’acqua lasciato sulla spiaggia dalla bassa marea, confondendo cielo mare e terra. In lontananza lo scheletro di un grosso capanno costruito con materiale di recupero. Estasi mistica.

Il parco agricolo e gli ulivi monumentali

Ulivi Secolari

Procedendo dalla costa verso l’entroterra agricolo, superata la ss 379, si entra nell’area del parco agricolo degli ulivi secolari. Con grande sorpresa mi accorgo che è stata realizzata una ciclovia, certo, per lunghi tratti in sede promiscua, ma la segnaletica disposta lungo il percorso invita gli automobilisti a moderare la velocità ed a rispettare i ciclisti, cosa che fa sicuramente piacere. Il percorso conduce tra piante d’ulivo monumentali, vecchie di secoli, forse di millenni, tronchi contorti, possenti, e probabilmente l’olio prodotto da quegli antichi patriarchi avrà viaggiato nel mediterraneo in anfore di terracotta trasportate su navi a vela. Procedendo verso sud si intercetta nuovamente il Canale Reale che continuando verso la costa alimenta la zona umida di Torre Guaceto, qui si incontra un altro luogo magico. Da lontano si nota uno zoccolo calcareo di sei/sette metri di altezza che emerge dalla campagna coltivata, ed è coltivato anche sopra, sulle pareti numerose cavità, è un antichissimo insediamento di monaci basiliani, con al centro la straordinaria Cripta di San Biagio, una grotta affrescata dedicata al culto greco. Tra il XII ed il XV secolo, qui visse una comunità di monaci italo-bizantini, dedita all’agricoltura ed alla pastorizia, conducendo una vita povera e semplice confortata dalla preghiera. Crearono un vero e proprio villaggio, con alcune grotte più piccole dove viveva la comunità non monastica, accanto alla Cripta, che costituiva il luogo di culto, la grotta del capo comunità (Igumeno) e, sull’altro fronte, il “cenobbio”, l’ampia cavità con una colonna centrale e nicchie e giacigli ricavati nelle pareti, dove viveva la comunità monastica. La ciclovia prosegue su un divertente single track che costeggiando il Canale Reale e attraversando splendidi orti, conduce nell’area della bonifica e della riforma agraria. Il paesaggio mostra ancora chiaramente i segni della strutturazione in appezzamenti regolari, con al centro la casa colonica, ma il caseggiato è quasi sempre in disuso e solo in qualche caso adibito a deposito attrezzi. Le bellissime masserie padronali, invece, dopo una lunga fase di declino, sembrano vivere un nuovo splendore, dopo accurati interventi di ristrutturazione e restauro, oggi ospitano aziende agricole ed agri-turistiche.

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