Quattro secondi dopo mio figlio

Spinto dal mio gruppo Stonato, ho partecipato alla quarta tappa della Enduro Riding South Cup, sul circuito di Cervaro.

La notte l’ansia non mi ha fatto dormire. Il peso della gara si sente, però la mattina mi sono svegliato in gran forma, ho fatto una ricca colazione, poi la maglia stonata, il giubbino, e via. Poggiando le mani sul manubrio per salire la bici sul furgone sono stato assalito da una forte emozione. E’ uno dei circuiti enduro più impegnativi esistenti e le abbondanti piogge di questi giorni l’avranno reso ancora più pericoloso.

Arrivati al paese è una corsa contro il tempo, si è fatto tardi e si corre, si paga, si prende il numero e si monta sul manubrio, poi le protezioni, il casco ed è ora… Si sale sul palco con il cuore che batte, l’emozione cresce, ed ecco che chiamano te.
Si parte, mi aspettano 9 chilometri di salita, piove, in 10 minuti sono completamente fradicio, ma la voglia è tanta e non demordo. Pedalo tranquillo per non stancare le gambe e con un po’ di impegno arrivo. Sono tutti alle prese con il riscaldamento, tutti concentrati, non si ride, non si gioca, c’è molta tensione.

Dopo 10 minuti è il mio turno, sento l’adrenalina che cresce sempre di più, i muscoli tesi. Devo solo cercare di non cadere, dico a me stesso, tranquillo, è un gioco, è ‘na passeggiata, ma so che non è vero.

Ecco, cinque, quattro, tre, due, uno… Gooo!!!!

Parto a cannone, pedalo a più non posso su una strada bianca, davanti a me, a 30 secondi, non ho un avversario qualunque, ho mio figlio, Er Piselli’. Sono preoccupato che possa farsi male ma anche di non farmi staccare troppo, che figura farei…

Dopo la prima curva vedo le ruote della bici enormi, piene di fango, e mi accorgo che il mezzo non è più controllabile, scoda, parte l’anteriore. La ritiro su e di nuovo dx e sx, cazzo non ho mai girato in queste condizioni. Penso di rallentare, ma vedo un ripido pieno di rocce, ragiono, esco dalla pista e metto le ruote sull’erba bagnata, si puliscono ed affronto il ripido, funziona, e giù, vaiii gasato.

Ecco mio figlio, lo riprendo, lo sorpasso ma all’improvviso la scarpa mi si stringe al pedale, che succede, curvo, non riesco a staccare il piede, e giù per terra… Cazzo, nooo, mi si è impigliato il laccio nella corona. Di corsa libero il piede, riparto, ma ho il laccio penzoloni, rischio di nuovo, mi fermo e lo lego. Mio figlio mi supera, ma dopo un po’ va giù lui, ed io passo in vantaggio, poi sono io a cadere, e li scoppiamo a ridere “con le lacrime all’occhi”.

Mentre noi ridiamo altri concorrenti si avvantaggiano… Di colpo serio, “Stonato, siamo in gara daiii!!! Basta ridere e go gooo”. E ricominciamo a sfidarci tra fango e rocce pericolose. “Papà levati! Io, no! Vinco io!” e fomentandoci a vicenda arriviamo alla fine della PS.

Er 42 a Cervaro Enduro 2015

Ci abbracciamo, “bello, bello, è bellissimo tutto papà”, e iniziamo a discutere di quello che era successo, “guarda le bici come sono ridotte” e intanto passa il tempo e ci rendiamo conto che si è fatto tardi “dobbiamo risalire, dai!” Lui, “papà non ce la faremo mai”, io, “siamo Stonati, ce la dobbiamo fare, non parlare, risparmia il fiato, dai dai spingi”.

Arriviamo su che non c’è neanche il tempo di riprendere fiato. Subito giù, e inizia un’altra sfida tra di noi. Siamo quasi alla fine della PS quando lui perde il controllo e cappotta, la leva del freno si è rotta, ma rimonta in bici e parte a tutto gas, e io dietro di lui.

Arriviamo sfiniti ma sani, senza lividi, gli dico “abbiamo vinto, semo sani!” e scoppia una grande risata, incontenibile.

Ora doccia e pasta, poi vedremo la classifica, saremo ultimi, ultimissimi. Arriva il risultato… Ventottesimo e ventinovesimo in classifica assoluta, Er Piselli’ batte Er 42 di soli 4 secondi.

Posso solo dire grazie infinite a tutte le persone che hanno lavorato alla costruzione dei sentieri ed all’organizzazione di questo magnifico evento, per averci regalato questa giornata indimenticabile, ed a me una emozione che solo chi è padre può capire.

Er 42 a Cervaro Enduro 2015

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