Direttissima trail

Sui Lucretili la primavera è già pronta ad esplodere, e noi siamo andati a renderle omaggio a modo nostro, una arrampicata tra i boschi e una discesa a palla sulla Direttissima, il più bel bike-trail nel versante meridionale del Parco.

Partenza da Vicovaro con la tramontana ed un grado di temperatura, ma le previsioni meteo non saranno smentite, in poco tempo il sole dirada la foschia mattutina diffondendo un magico tepore. Partenza su asfalto, prima un pezzo di Tiburtina, poi la Licinese fino al bivio per Roccagiovine, si pedala in pianura irrorando i muscoli ed aprendo i polmoni, poi si svolta e comincia la salita, con pendenze che sfiorano il 20%, ma su asfalto la bici scorre e senza grosse difficoltà si raggiunge il Paese.

Un caffé al bar della piazza, poi continuiamo in salita verso il castagneto, proseguendo oltre su una carrareccia sempre più sconnessa e segnata dai canali di scorrimento dell’acqua piovana, che costeggiando il Fosso Canepine ci conduce a Prato delle Forme.

RIMG4299

Una sosta sulla bella selletta tra i monti ci sta tutta, il paesaggio è magnifico, sui rami le gemme sono pronte a dare vita alle magnifiche fioriture primaverili, sul prato i segni dei cinghiali alla ricerca di vermi e radici succose.

RIMG4312

Un cavallo solitario ci scruta da lontano con fare diffidente.

RIMG4313

Ristorate le membra, prima che il sudore si geli addosso, proseguiamo per l’ultima salita, la più dura, soprattutto nel primo tratto, con il fondo sassoso in forte pendenza. Ma la parte più impegnativa dura solo qualche centinaio di metri, poi qualche altro strappetto e si giunge a Prato dei Porcini, dove inizia la prima discesa lungo il Fosso Stretta Vallicina.

Un passaggio divertente, molto flow, ma breve, poco più di mezzo chilometro serpeggiando da una parte all’altra del torrente in secca, poi un ponticello ci riporta sulla carrareccia percorsa in precedenza.

Bella discesa, si! Ma sul volto dei rider che non conoscono il posto affiora la delusione, tutta questa fatica per pochi minuti di discesa?! Abbiate fiducia, il bello deve ancora venire…

Con un po’ di stupore risaliamo fino a Prato delle Forme, poi Prato Porcini, e da qui proseguiamo in salita addentrandoci in un magnifico bosco per raggiungere Sette Acquari. 

Alberature imponenti, maestose, segnate dalla sfida del tempo. Sul bordo di un canalone un gigantesco faggio affondando con tenacia le radici nella terra, resiste da secoli ad un destino segnato.   

RIMG4333

Al suo cospetto mi inchino. 

Indossate le protezioni, iniziamo la discesa. 

 

Attacco notevole, scendendo dal canalone si raggiunge una velocità sufficiente a riguadagnare quota, poi un passaggio in contropendenza, qualche rilancio, e dal bosco si sbuca in un piccolo altipiano con vegetazione arbustiva, da qui inizia la discesa ininterrotta fino a Vicovaro.

Quasi cinque chilometri di trail godurioso, sagomato con sapienza e passione dai ragazzi del posto: Stefano Spadoni, Emiliano Passacantilli, Simone e Patrizio Mancini, Matthew Flanagan ed Alex Papà (spero di non aver dimenticato nessuno). Con interventi sapienti e discreti, sempre rispettosi della natura dei luoghi, hanno saputo trovare le linee giuste per la percorrenza in mountain bike, realizzando sponde di contenimento nei passaggi critici e qualche piccola rampetta per dare un tocco di brio alla guida esperta.

Prima un tratto flow che avanza zigzagando sul fianco del colle, con buona pendenza e curve fattibili senza manovre esotiche (nose-press free). Poi arriva la roccia, un fantastico rock-garden di lastroni smussati che azzeccando la linea si surfa tutto d’un fiato.

Arrivati al fontanile si apre di nuovo una magnifica vista sulla valle dell’acqua con al centro l’Aniene.

RIMG4378

Breve sosta per leccar le ferite e narrar le prodezze e ci si immerge di nuovo nel bosco, su un altro esaltante trail che con tratti guidati e qualche rampa veloce, conduce rapidamente al cancelletto d’uscita.

Sul volto dei rider l’iniziale perplessità è svanita, ed affiora una evidente soddisfazione, la Direttissima non delude mai, e non è ancora finita.

L’ultima volta che ci siamo stati la discesa finiva qua, da Forcella del Cerro si scendeva a valle su una banalissima cementata. Ma questa volta gli instancabili trail-builders ci hanno regalato altri due chilometri di sentiero sconnesso, come piace a noi, riaprendo una serie di passaggi ormai chiusi dai rovi ed in stato d’abbandono da anni.

Grazie ragazzi, un abbraccio da parte mia e dei miei compagni d’avventura, Geppo, Vence, il Principe, Dario e Marco. 

la gallery completa

Direttissima

la versione di Dario (Uccio)

Facebook Comments