Le Creste del Pellecchia

Un giro in puro stile AllMountain nel cuore del Parco dei Monti Lucretili, per conoscere da vicino il Monte Pellecchia, la vetta più alta del Gruppo.
Impegnativo ma non estremo e gli ingredienti sono quelli giusti, una lunga salita pedalata su carrareccia, una sessione di spingismo fino alla croce di Pizzo Pellecchia, un passaggio in cresta fino alla croce di vetta, poi giù dal monte su un trail naturale nei boschi, due chilometri di goduria assoluta, surfando tra dritti e gomiti tracciati su fondo di roccia smossa. Dai piedi del monte si prosegue su un breve tratto in salita fino alla selletta di Cima Coppi, poi si scende di nuovo su un trail molto flow e veloce che conduce al punto di partenza. 

Si parte da Civitella di Licenza, località La Posta, un comodo parcheggio e bel fontanile per l’approvigionamento d’acqua, il gruppo è numeroso e variegato, Dany Wolf, Gianni di Pietrantonio e Mauro Carpentieri, nuovi amici amanti dell’All Mountain, Federico Criscimanni, Daniele Carucci e Marco Ficorella, compagni del team TTC Gravity Crew, Giangi Giangiello, un agguerritissimo veterano del team Pedalando e Luigi Iacoangeli, storico compagno di tante avventure.

Attraversiamo la strada e imbocchiamo subito una sterrata, come piace a noi (asfalto zero). Breve tratto in discesa, poi inizia la salita su una serie di rampe molto ben sagomate, pendenze mai eccessive e fondo compatto. Si fatica un po’ ma si pedala bene, l’aria è ancora fresca e man mano che si sale si aprono incantevoli scorci panoramici sulla valle di Licenza. 

Come spesso accade in salita, i pedalatori più tenaci si staccano, ma un provvidenziale problema tecnico offre l’occasione per ricompattare il gruppo. Siamo pronti a tutto, con noi c’è un vero professionista, Federico, meccanico esperto di BiciDaMontagna che opera uno spurgo dell’impianto frenate al volo, e in dieci minuti si riparte.

In poco tempo siamo ai piedi del Pellecchia, qualche sorso d’acqua e siamo pronti alla salita più dura, in poco più di mezzo chilometro si sale di 200 metri, prima a spinta nel bosco, poi si cammina con bici in spalla sulla roccia brulla fino a Pizzo Pellecchia.

La consapevolezza che la parte più dura è ormai alle spalle consente di godere appieno del magnifico panorama. Da qua si vede tutto, i borghi arroccati sulle colline, il Velino ed il Gran Sasso ancora innevati, le valli con la verdeggiante vegetazione primaverile, uno spettacolo impareggiabile. 

Creste Pellecchia

Rinfrescati e rifocillati proseguiamo il cammino, percorrendo tutta la cresta del Pellecchia fino alla croce di vetta. Seguendo una flebile traccia a terra attraversiamo un ambiente naturale impervio e selvaggio, affrontando discese tecniche, passaggi in portage e duri tratti pedalati su roccia tagliente.

La croce di vetta appare come un miraggio, ci siamo, una breve sosta, poi indossiamo le protezioni ed iniziamo la discesa, dal punto di vista della soddisfazione di guida è il tratto più bello del giro. due chilometri di trail naturale che scende dal monte serpeggiando tra faggi imponenti. Qualche albero a terra interrompe la corsa, e nel passaggio tra i rami l’inquadratura della GoPro si sposta verso il cielo, un altro buon motivo per ritornarci al più presto. Una magnifica successione di dritti e gomiti su fondo smosso e sassoso conduce rapidamente ai piedi del monte, serve una buona capacità di controllo per rimanere in traccia, e all’appello non manca nessuno… Bella prova!

Proseguiamo su una carrareccia in salita, e dopo una bella discesa non fa mai piacere, ma il sacrificio dura poco, nei pressi del rudere di Casal Bruciato si svolta a destra, e superata una passina, inizia una nuova interminabile discesa su un trail molto flow e veloce, che tagliando in mezza costa Ara degli Scifi, conduce nuovamente al parcheggio.

Un giro magnifico in ottima compagnia, un’altra giornata di puro divertimento in un ambiente naturale di rara bellezza.  

Facebook Comments