Giri di ricognizione Enduro: cosa ne penso… 

Le ricognizioni delle PS sono sempre più frequenti a ridosso di una gara di enduro, tanto maggiore è la partecipazione di aspiranti agonisti intenzionati a conquistare un posto in alta classifica, vicino i loro “idoli”. Essi spendono energie e denari in viaggi avanti ed indietro nelle location oggetto di gara, ma questa abitudine ha risvolti positivi ma anche negativi. 

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Dell’efficacia o meno di fare tante ricognizioni se ne parla ormai da tempo su diverse riviste di settore e ne parlano anche gli stessi “PRO” in interviste che ho avuto modo di leggere anche nei social network. Tra gli aspetti negativi di questa attività, quello secondo me più sottovalutato è la perdita di quella che possiamo definire elasticità” mentale nell’adattarsi alle varie difficoltà ed agli ostacoli imprevisti che si possono incontrare percorrendo un trail.

Per portare avanti il nostro progetto giriamo raramente nella stessa location e quindi ogni nuovo giro è una continua sfida, non si sa mai cosa si può incontrare dietro una curva o alla fine di un ripido, soprattutto in giri di montagna in zone sconosciute, e questo nel tempo permette di sviluppare, oltre alle capacità di guida tecnica, la capacità fronteggiare gli imprevisti, di trovare rapidamente una via d’uscita in situazioni inattese. Quello che si impara guidando “a vista” non lo si impara percorrendo “a nastro” infinite volte un trail fino ad impararlo a memoria, di certo il risultato c’è, provando e riprovando si riesce a chiudere una PS con tempi migliori di tanti esperti di guida, ma c’è un prezzo da pagare… Si rischia di perdere le proprie capacità adattive, nel fronteggiare situazioni impreviste che possono presentarsi anche in gara, un concorrente che ci precede sposta una roccia o un grosso ramo, o l’organizzazione che per problemi tecnici o logistici decide all’ultimo minuto di modificare il percorso di gara…  

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La capacità di adattarsi sul momento a situazioni impreviste si sviluppa solo allenando quella che prima ho chiamato “elasticità” mentale e non c’è miglior modo di farlo che girare in posti nuovi o facendo varianti nei propri giri abituali. Anche affrontare una gara enduro provando solo il giorno prima aiuta molto in questo, mettendo in evidenza le reali capacità dei rider. 

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Ma c’è qualcosa che nelle ricognizioni pre-gara mi piace, il fatto che sui trail si incontra tanta gente nuova che condividendo la propria esperienza offre occasione per arricchire il proprio bagaglio di esperienza, di biker e non solo. Si possono incontrare vecchi amici o persone con cui si sono solo scambiati commenti sui social e, spesso, si possono chiarire incomprensioni nate dalla difficoltà di capirsi affidandosi a tastiera e monitor…

Insomma, girare per provare le PS gara serve, ma non bisogna abusarne e, soprattutto, quando si incontra un altro biker, che abbia una bici da 200 € o da 6000 €, che sia un folle che scende a tutta velocità od uno prudente che non vuole rischiare più di tanto, un proprio compagno di squadra o uno di un altro team, è sempre un’occasione preziosa per scambiare due chiacchiere e condividere a proprio modo la passione per la Mountain Bike. 

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