Esanatoglia: Creste Pallone, Mutola, Fra Marcu, Vertical, la Corta

Esanatoglia è una piccola cittadina marchigiana una volta conosciuta per la famosa pista da motoscross ma oggi invece i percorsi più che con le moto sono solcati sempre con le ruote artigliate ed il motore ha lasciato il posto ai pedali e la moto alla mountain bike. Infatti grazie al lavoro di alcuni appassionati volontari sono stati riportati alla luce gli antichi sentieri della zona, che attraverso un’appropriata segnaletica, una dettagliata “carta dei sentieri” e, cosa più importante di tutte, una periodica e costante manutenzione, ha decretato il successo di questo angolo d’Appennino, divenendo una delle zone più frequentate da appassionati bikers.

Il nostro giro esula un po’ da quelli che sono i classici giri enduristici della zona, perché oltre ai trail più blasonati comprende anche una parte più all-mountain, con le bellissime creste del Monte Giuoco del Pallone, che però per gli amanti della mountain bike vera rappresenta il valore aggiunto del giro.

Partiti da Esanatoglia prendiamo a pedalare per la classica via di salita della Cropula, una forestale abbastanza ripida ma pedalabile, e appena guadagnata quota si comincia a vedere uno dei posti più caratteristici, l’Eremo di San Cataldo, posto sotto i bastioni rocciosi del Monte Corsegno.

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Qui l’organizzazione è al massimo livello in quanto alla fine della prima parte di salita e precisamente alla Cropula, c’è anche la panchina per riposarsi e ammirare il panorama.

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Ma la parte più dura deve ancora arrivare, e l’antipasto è dato dai Pantanacci, il nome è tutto un programma, un po’ per il fondo allentato, un po’ per la pendenza, quando arrivi in cima non puoi non girarti come fa il Mostro e chiedersi come mai si sia fatta così tanta fatica a salire da un campo di erba.

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Meglio tornare nel bosco allora…

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no, anzi, meglio uscire dal bosco, perché così le fatiche vengono ripagate da una visuale a 360 gradi.

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Ma concentriamo sull’obiettivo della giornata e cioè il monte Giuoco del Pallone, la sulla dx. Un nome alquanto curioso che probabilmente deriva dall’ampia svallonata sommitale, che assomiglia molto ad uno stadio.

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Per arrivarci la salita sarebbe tutta pedalabile almeno fino allo strappo finale, ma la leggenda narra che solo pochi e valorosi bikers siano riusciti ad arrivarci senza mettere il piedino a terra, c’è chi ci prova…

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ma il risultato sarà per tutti uguale, niente guinness dei primati!

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Ma allo svalico però rimaniamo letteralmente senza fiato e non solo per la fatica, ma per lo stupendo colpo d’occhio, con il Cucco e il Catria in bella mostra.

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Andrea non può far altro che balzare fuori dal sellino…

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l’uomo e l’infinito.

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L’attacco finale è da bici in spalla, senza compromessi…

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e invece la cima finale si può conquistare pedalando nello stadio… ahhhhh!

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E dopo una meritata pausa… cominciano le montagne russe…

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Adrianaaaaaa

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Poi indossiamo il paracadute, perché c’è da volare sulle creste e che creste, veramente spettacolari, considerando anche l’altezza molto contenuta (siamo poco sopra i 1000 metri)

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Volendo si potrebbe anche tagliare ma noi non ce ne facciamo scappare nessuna, il divertimento è assicurato, qui Pizzinetto di Mutola…

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e poi ancora giù, fino ad intercettare il sentiero 141 in prossimità di Case Val di Mazzi.

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Riatterrati sulla terra entriamo nel vero e proprio luna park, con i sentieri ottimamente tenuti e curati, partendo dal Mutola e Fra Marcu trail, un su e giù degno dei migliori calci in culo, poi usciti con la paresi facciale a 48 denti da quanto eravamo contenti, trasferimento alla vetta del Monte Corsegno.

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Posto davvero selvaggio…

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e il gran finale con le discese regine, almeno per chi ama i trail tecnici, del Vertical Trail e La Corta, intervallate con una visita d’obbligo all’Eremo di San Cataldo, dove ci si può anche dilettare ad affrontare un bel passaggio tecnico per i più virtuosi della bike.

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