Bussi – Navelli – Bominaco e discesa Sherpa

Un magnifico itinerario a ridosso del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per una immersione in ambienti naturali incontaminati e paesaggi incantati, con salite sfiancanti e una strepitosa discesa finale sul sentiero Sherpa. Non si tratta di un percorso estremo, le salite sono tutte pedalabili e nelle discese domina il flow, ma i 63 chilometri di lunghezza con oltre 1600 metri di dislivello cumulato suggeriscono la percorrenza a ciclisti ben allenati.  

In una fosca giornata di settembre, dopo aver rinunciando a due itinerari in programma per le funeste previsioni meteo, individuo nel territorio di Bussi l’unica area in cui tre siti meteo danno pioggia fino alle 9 del mattino.

Sinceramente ero un po’ titubante, e non vi dico i miei amici, fare quasi 400 km tra andata e ritorno per prendere acqua non è il massimo. Confidando nell’attendibilità delle previsioni meteo e persuaso che la protezione offerta dalla più alte vette d’Abruzzo possa fermare le perturbazioni avverse, riesco a convincere i miei amici a partire all’alba, nonostante la pioggia battente. Consapevole di essermi messo in un brutto guaio, rischiando il linciaggio in caso di fallimento dell’impresa, ripongo dubbi e perplessità nel cruscotto, indossando una maschera sorridente e fiduciosa. Per fortuna, come spesso accade, la fortuna sostiene gli audaci, ed arrivati sul posto la pioggia si dirada ed il sole comincia a far capolino tra le nubi.

Partiti da Bussi sul Tirino percorriamo una ciclabile che costeggiando l’omonimo fiume pian piano ci conduce in una natura dai mille colori che fa innamorare. Seguendo le acque cristalline, in cui nuotano grossi pesci, credo trote, giungiamo al lago del Presciano, dove termina la ciclovia e comincia un tratto di asfalto.

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Procediamo su una strada secondaria in direzione Navelli, allietati dai magnifici scorci panoramici, tra cui, al quindicesimo chilometro, alzando la testa sulla destra si scorgono le rovine di Rocca Calascio a dominare la valle.

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Arrivati in paese ci facciamo preparare un panino in un piccolo alimentari, poi ci immergiamo nei vicoli del centro storico, salendo le scalette fino in cima. Sembra quasi un paese “fantasma“, molto suggestivo, per le strade non si incontra nessuno, molte case sono disabitate ed alcune addirittura in rovina.

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Incontro solo un signore anziano, che vedendomi scendere sulle rampe gradonate, prima mi ferma con domande sulla bici, poi inizia a raccontarmi di quando era bambino e le faceva anche lui. Dieci minuti di piacevole conversazione sulle bellezze del posto e sui possibili itinerari, poi mi dirigo nella piazzetta deserta dove mi attendono i compagni di viaggio per proseguire verso Bominaco.

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Guadagniamo quota pedalando sul primo vero sterrato, fino a raggiungere una posizione dominante sulla piana di Navelli, nota per le rinomate colture di zafferano con fioritura ad fine ottobre. 

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Attraversando un piccolo valico scendiamo in un’altra piana, poi una nuova salita ci conduce a Bominaco e proseguendo su asfalto per altri due chilometri, raggiungiamo le rovine dell’omonimo castello. Qui la vista è veramente suggestiva e dopo la pausa contemplativa proseguiamo in discesa sulle ripide rampe gradonate per raggiungere il complesso abbaziale di Santa Maria Assunta.

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La chiesa è un bellissimo esempio di romanico abruzzese, con importanti affreschi all’interno, ma purtroppo era chiusa e, sconsolati, abbiamo ripreso il sentiero per raggiungere le pendici del monte Offermo. Lungo il tragitto si incontrano 3 o 4 salite molto impegnative, non sono lunghe, solo 400-500 metri, ma al cui cospetto guadagnare la cima pedalando sembra impresa impossibile. Con una buona dose di caparbietà, invece, mettendo a dura prova le coronarie, siamo riusciti a farle tutte in sella, sentendoci nel nostro piccolo dei veri Iron Man !!!

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Giunti nei pressi della chiesa di Sant’Erasmo Vescovo, ci riposiamo ammirando la vallata solcata dal fiume Aterno, poi ripartiamo affrontando qualche altra salita, ma decisamente più leggera.

Dopo aver scollinato si comincia a scendere verso il paese di San Benedetto in Perillis, prima su una carrareccia, poi comincia un single track che taglia il fianco del monte Croce, offrendo spettacolari scorci panoramici sulla vallata. 

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Il primo tratto su brecce smosse è più insidioso ma simpatico, poi attraversando la strada inizia lo strepitoso sentiero Sherpa. Circa 4 chilometri di discesa al cardiopalma, con un primo tratto più ripido e tecnico ed un secondo molto più veloce e flow, con appoggi laterali e controcurve, tutto perfettamente pulito, senza sassi e tronchi a fare da intralcio. Per concludere al meglio il famoso pump-track naturale, un vero spettacolo, è come andare sulle giostre, davvero divertentissimo e unico nel suo genere…

Non c’è modo migliore per rientrare a Bussi soddisfatti e appagati, concludendo la giornata con una meritatissima birra!

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See you soon Sherpa !

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