Civitavecchia: Enduro per intrepidi

Si è svolta domenica scorsa a Civitavecchia, sui trails degli Sbroccati Enduro Bike, la “Coppa le Terme“, tappa della coppa lazio enduro che ha anche assegnato la maglia di campione regionale enduro 2017. Questa gara ha fatto parlare di se già nei giorni precedenti per via delle tante novità introdotte come:

  • PSA: Prova speciale di abilità che consiste in una prova tecnica inserita all’interno delle PS, il giorno stesso della gara, per mettere alla prova le abilità dei concorrenti in particolarità la capacità di interpretare “al volo” un ostacolo. 
  • Ordine di partenza inverso: anche questa è stata un novità introdotta di recente (tra l’altro presente nella tappa superenduro.mtb di Gualdo Tadino) e prevede che la partenza dei concorrenti avvenga con ordine inverso di posizioni, ovvero i numeri più alti partono prima dei numeri più bassi. 
  • Prova speciale aperta il giorno prima della gara: Una nuova ps, aperta solo il giorno prima della gara, ha messo davvero a dura prova le abilità dei concorrenti.

Organizzare una gara con queste caratteristiche, non è cosa semplice, soprattutto nel caso in cui gli organizzatori erano alla loro prima esperienza di organizzazione di una gara enduro. Nonostante tutto, grazie anche all’impegno e passione degli Sbroccati, la gara si è svolta regolarmente con i complimenti di tutti i partecipanti, anche da chi aveva qualche dubbio sulle varie novità ed il Delegato Enduro Commissione Fuoristrada FCI Lazio, Fabio Maraca (alias Ciccio Fanchi), ha scritto sul suo profilo un lungo post che riassume questa gara con l’appellativo “coraggio”…

Questo il testo del suo post:

THE DAY AFTER

C’e chi, quando è giunto a Civitavecchia, ha esclamato “bello il mare, ma dove stanno le montagne?”, per poi restarne affascinato quando ha scoperto che da una elevazione di poche centinaia di metri, sono stati sviluppati percorsi lunghi chilometri.

C’è chi è rimasto dubbioso e scettico della sigla PSA, appellandola nei modi più fantasiosi e scoprendo poi che forse era una innovazione che in qualche modo metteva del sale alla competizione.

C’è chi ha avuto perplessità sulla partenza ad ordine inverso, con il timore di essere intralciato da chi lo precedeva perché sulla carta aveva meno potenzialità di lui.

Ci sono poi i collegamenti tra diversi percorsi che formavano la complessità delle prove speciali, tracciati la mattina stessa, sconosciuti a tutti -ma veramente a tutti -, che andavano a stravolgere i meccanismi mentali dovendo improvvisamente resettarli per affrontare l’incognita dell’ignoto.

C’è quell’ultima PS provata da tutti –ma veramente da tutti- il sabato, magari migliorabile, magari risultata anonima da alcuni e osannata da altri, comunque una novità assoluta tirata fuori con impegno e tanta segretezza.

Poi quel fettucciato, quel campo arido e brullo al sole cocente di fine maggio, con paletti rossi, bassi, che costringe ad una serie di manovre per alcuni sconosciute, per altri improvvisate, per molti trovandosi a proprio agio.

Riassumerei la gara di Civitavecchia con l’appellativo “coraggio”.

Coraggio per gli Sbroccati di entrare nell’organizzazione gare, seppur costituiti da poco, seppur con poca esperienza, ma tenacemente volenterosi di offrire il meglio del territorio cui da anni stanno dedicando tempo e risorse per svilupparlo per l’uso della MTB.

Coraggio nel voler affrontare da subito tutte le incognite che in questi anni sono state implementate nei format delle gare nazionali, diventando “laboratorio” per i partecipanti che in piccolo, hanno affrontato e superato le novità che potrebbero sostenere nei circuiti superiori.

Coraggio nel recepire la necessità di tirare fuori qualcosa di diverso, rischiando l’implosione fino all’ultimo momento, ma non demordendo e tracciando segretamente una prova speciale che portava fino al paddock.

Coraggio con le incognite dell’ultimo momento, della gestione della segreteria gara che è il cuore di ogni manifestazione sportiva, coraggio nel reperire il materiale umano da disporre sui percorsi, sulle defezioni dell’ultimo momento, coraggio nel credere che i rider laziali potevano rispondere all’appello con la loro presenza, coraggio nell’affrontare quell’ultima estrema discussione sulle classifiche…

Per questo gli Sbroccati (ma tanto sbroccati non sono!), hanno superato l’esame, con migliorie sicuramente da apportare nell’organizzazione, rendendo possibile lo svolgimento di una gara autonomamente da altri circuiti e riuscendo così a dare la giusta consistenza dell’enduro Laziale, usufruendo della complicità di forti rider di regioni limitrofe che hanno dato fiducia con la loro presenza, stimolando così anche il senso agonistico alzandone il livello.

Enduristicamente parlando il Lazio esiste, deve crescere ed ha notevoli potenzialità che vanno in qualche modo supportate e gli anni a seguire ci diranno come. Gli Sbroccati hanno dimostrato che ora occorre spingere sul circuito Regionale della Coppa Lazio, che sia di indirizzo e affezione, aprendolo a tutti i rider a prescindere dall’appartenenza al Comitato –cui apparterrà solo il Campionato Regionale-, aiutando così gli organizzatori in termini di presenze e sotto l’egida della Federazione per creare i presupposti a far crescere il nostro bacino delle categorie agonistiche, strizzando l’occhio a quelle amatoriali che restano il sale e lo spirito di ogni disciplina sportiva.

Implementare la progettazione di PSA in sintonia con la crescita di Amatori e Agonisti, offrendo quello difficoltà tecniche che li stimoli a ricercare sempre la migliore performance o comunque il miglior divertimento in gara.

Tutto può diventare PSA: Gestire i sorpassi – a prescindere dal numero- crescendo psicologicamente e tatticamente; gestire le incognite di percorsi che cambiano repentinamente; saper gestire tracciati semplici, semplicissimi, ma con alti contenuti tecnici di base che vengono utili nei percorsi di gara o della semplice gita con gli amici… questo ed altri sono i motivi che alimentano lo spirito delle PSA con cui si sta procedendo per gradi e piccoli step per comprenderne l’utilità. E sembra che a Civitavecchia forse il bacino di perplessi è in qualche modo diminuito.

Io posso dire che è stata una grande esperienza umana, perché ho conosciuto un gruppo di ragazzi, uomini, che dalla loro semplice passione hanno voluto mettersi alla prova. Ho in qualche modo rimesso mano agli attrezzi, andando la domenica mattina –ma già di nascosto nei giorni precedenti- insieme all’amico di sempre Gianluca, a tracciare quanto non esisteva nei collegamenti di PS1 e PS2 e tracciando il fettucciato della PS3. Ho visto tutti scorrere nella PS3 incitandoli, forse alcuni infastindendoli e me ne scuso, a superare indenni quel labirinto, gioendo delle potenzialità che ognuno voleva dimostrare.

Oggi sono stanco, rivedo le foto che pubblico sulla pagina FB “COPPA LAZIO”, mi guardo dietro e sono felice che il territorio prospicente i Monti della Tolfa sia ritornato a parlare di Enduro.

Spero che questo sia l’inizio di un nuovo, splendido cammino per la specialità.

 

Riportiamo qui di seguito i vincitori del titolo di campione regionale enduro 2017:

 

Di seguito la Classifica Coppa Lazio Enduro

A questo link troverete le classifiche complete della gara.

Facciamo i nostri complimenti agli amici Sbroccati, sperando di tornare presto sui loro trails e con l’occasione provare la nuova PS :mrgreen:  

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