Tarino Extreme

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Il Monte Tarino non è facilmente raggiungibile. Dopo varie consultazioni decido di fare a modo mio, quindi traccio il sentiero E1, finora inedito, tracce in bike non ne ho trovate.

Partiamo la mattina presto, oggi con me c’è Cristian (Mc Giver). Arrivati a Filettino parcheggiamo l’auto nel piazzale del supermercato (dove poi abbiamo comprato i panini).  

La partenza è su asfalto ed in circa 2 ore (13 km) su strade a bassissimo traffico, ed arrivati a Campo Staffi, facciamo una breve sosta per il caffè. 

Si riparte in discesa, la prima parte è ciottolosa fino al Volubro di Campo Ceraso, poi una carrareccia ci porterà fino a valle; in tutto quasi 8 km di discesa, che ci farà perdere quasi 400 mt di quota, ma altre soluzioni non ne vedo, se non partire dai piedi del Tarinello.

Dopo la discesa si comincia con la prima salita sterrata della giornata. Durante il cammino vediamo un sentiero e decidiamo di tagliare e, fatti circa 300 mt (al km 23), iniziamo a spingere arrivando ad un pianoro con vista sulla Santissima.

Dopo la sosta proseguiamo per la scalata finale al Tarino, 7 km in tutto con spingismo dal chilometro 4 o 5 a seconda della gamba. Arrivati in vetta del Tarinello, tramite un single track che sarebbe bello fare in discesa, si avvista il Tarino.

In bici arriviamo ai piedi del monte e quello che si presenta davanti a noi è un portage verticale, senza alternative. Ci mettiamo l’anima in pace e in circa mezz’ora arriviamo alla tanto agognata vetta.

Non una ma ben 2 croci ci sono!

Come sempre la vista è uno spettacolo, spazia fino alla piana del Fucino.

Fatta la sosta si riparte. Il sentiero visto dall’alto è adrenalinico e anche un po’ esposto ed i primi 30 mt sono da fare a piedi. Lo si fa tutto in cresta poi si gira a sx  e si scende, in un trail sottobosco con pendenze importanti ma godibilissimo. 

Giunti all’incrocio Monna della Forcina, si devia e si scende per Valle Forchitto percorrendo un trail abbastanza nervoso fino a l’E1.

Qui fate attenzione, perché altrimenti, presi dalla discesa, rischiate di andare lunghi (come ho fatto io per circa dieci metri), per poi risalire.

Se si e rimasti a corto di acqua, proseguendo il 693b c’e Fonte della Radica, poi si deve risalire ma in caso di necessità è il male minore.

Gallery fotografica in HD

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