Bagno di Romagna: Frana, Chiardovo FR e Becca

Dire Bagno di Romagna equivale a dire Mountain Bike, una location che si può considerare la Mecca delle ruote grasse con escursioni generose. Chi ha una bicicletta biammortizzata non può, nella sua vita di biker, non visitare questi posti e passarci almeno una giornata di riding. Anche perché qui ci sono ben sette discese chiamate “Le 7 sorelle”, una più bella dell’altra che per di più si raggiungono con comode salite pedalabili al 100% e che hanno come comune denominatore la particolare roccia a formazione marnoso-arenacea che caratterizza gran parte del versante romagnolo di questo tratto di Appennino. Qui si possono osservare numerose strutture sedimentarie e, soprattutto, molte tracce fossili (Paleodictyon, Megagrapton, Desmograpton, Urohelminthoida, Ophiomorpha, ecc.) lasciate da organismi che colonizzavano il fondale marino e preservate come controimpronte o riempimenti al momento dell’arrivo della corrente torbida o della corrente di fondo e, insieme ai particolarissimi calanchi bianchissimi, danno l’impressione di stare sulla luna.

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Il giro che vi proponiamo, effettuato con recupero auto che per risparmiare 400 mt di dislivello positivo, è il giro migliore per chi ha una sola giornata di riding a disposizione, ma il consiglio spassionato che vi diamo è di passarci almeno un week end, per poter gustare anche le altre discese, tutte bellissime e, benché si svolgano quasi tutte su sentieri CAI, sembrano disegnate apposta per la MTB, garantendo il massimo divertimento.

Dopo il trasferimento con l’auto al Nocicchio, sulla Strada Statale 71 del Passo dei Mandrioli, non c’è nemmeno il tempo di scaldarsi perché si parte subito con la prima discesa “Il Frana Trail” così chiamata perché lungo il tragitto c’è un punto franato molto esposto e attraversabile tramite corda fissa.

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La discesa, dopo un brevissimo tratto flow nel bosco

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si trasforma in una lunghissima cavalcata di svariati km su creste spettacolari, con continui drops e gradoni di roccia arenaria che sembrano fatti apposta per essere percorsi in bike

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ma la cosa bella è che qui il divertimento è per tutti i gusti, in quanto il sentiero principale, a parte il segmento iniziale che corre su una meravigliosa cresta cavalcabile senza problemi

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volendo andarsele a cercare, garantisce anche emozioni forti, e chi se la sente potrà cimentarsi in passaggi arditi

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e spostarsi sulla cresta dove troverà ripidi e drops degni di nota

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che grazie però alla così particolare conformazione del terreno, che garantisce una tenuta e un grip pari al 100%, i più virtuosi, abituati a questo tipo di passaggi, potranno chiuderli in totale sicurezza, garantendosi allo stesso tempo scariche massime di adrenalina

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fino ad alzare l’asticella ed arrivare a passaggi davvero estremi e al limite della fattibilità

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o fuori sentiero funanbolici

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ma ce n’è veramente per tutti, perché anche la cosiddetta “Chicken line” ahahah, è sempre al di sopra della media e, come potete vedere, non è poi così tanto chicken.

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anche se c’è sempre qualcuno che, come si suol dire, non gli basta mai ahahah

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Dopo questa enorme scorpacciata di crinali, arrivati in fondo alla discesa nei pressi della chiesa di Pietrapazza (il nome è un programma), si è cosi appagati che qualcuno osa dire che già solo questa discesa valeva il costo del biglietto, ma invece siamo solo agli inizi. Con la bella e tranquilla forestale di Monte Carpano, che presenta solo alcuni strappetti un po’ più duri, in una cinquantina di minuti con andatura molto comoda possiamo riguadagnare il crinale, dal quale si può godere di una vista stupenda e ammirare dall’alto anche il crinale della discesa appena fatta.

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Dopo una sosta mangereccia sulle panchine ai piedi del Monte Carpano  e un brevissimo trasferimento un po’ ondulato, siamo all’imbocco della seconda discesa “la Chiardovo Freeride”, l’unica che si svolge su un percorso non CAI. La discesa è nel bosco e complessivamente risulta un po’ più scorrevole rispetto alla precedente, ma è comunque una garanzia in quanto disegnata e costruita da bikers e quindi appositamente per le MTB e per questo il divertimento anche qui è massimo, con ripidi, passaggi guidati nel bosco, alternati alla sempre presente roccia arenaria

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e con un passaggio molto impegnativo al limite della fattibilità, in un ripido che classificarlo ripido è molto riduttivo, alla sinistra di questo sperone di roccia.

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La parte finale poi è un concentrato di adrenalina, con una serie bellissima di tornantini, di cui alcuni su roccia a gradoni, il degno finale per arrivare in fondo alla fonte Chiardovo, dove approdiamo elettrizzati e entusiasti come non mai.

Siamo a Bagno di Romagna e ci attende la salita più lunga di giornata, che poi è anche quella che abbiamo fatto anche in auto per arrivare al Nocicchio, ma essendo su asfalto e con pendenze davvero dolci, si può salire chiacchierando e poi in bici più che in auto si può apprezzare meglio il passaggio sotto agli “Scalacci” che per la loro bellezza paesaggistica rappresentano uno dei più noti affioramenti della Formazione Marnoso-Arenacea. Lungo queste spettacolari balze rocciose, i caratteri che risaltano maggiormente sono la ritmica alternanza di strati arenacei e marnosi e la loro regolare geometria piano-parallela, in cui l’erosione ha accentuato le differenze tra i due tipi di roccia, scavando in corrispondenza degli strati marnosi sottili cenge e mettendo in risalto i più resistenti strati arenacei, per formare una serie di cornicioni sporgenti da cui deriva appunto il nome Scalacce.

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Arrivati di nuovo al Nocicchio ripercorriamo il tratto fatto all’inizio e poco dopo il bivio della prima discesa già percorsa (Frana Trail) siamo all’imbocco dell’ultima discesa di giornata che è anche la discesa considerata regina lato Bagno di Romagna, in quanto la più lunga e storica, ovvero il sentiero 185 “La Becca. Prima parte molto flow, poi, raggiunto il rudere di Podere Becca, il sentiero si incattivisce un po’ con bei passaggi su roccia.

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che ci fanno degnamente concludere la giornata all’insegna del divertimento massimo.

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Per oggi può bastare così, non ci resta che recuperare le auto e andare a gustarci la famosa piadina romagnola a San Piero, dopodiché la giornata può considerarsi davvero perfetta.

Vi salutiamo con però con un arrivederci, perché torneremo sicuramente da queste parti per farvi conoscere le altre 4 sorelle rimaste, d’altronde si sa, le romagnole sono famose per la loro bellezza, e dopo la conoscenza delle prime 3 non potremo esimerci dal voler conoscere anche le altre 4, perché, come si suol dire, l’appetito vien mangiando, ahahah.

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