domenica, Dicembre 7, 2025

Un collaudatissimo e classico giro All Mountain da fare sempre una volta all’anno perchè di quelli che non stancano mai, ma se fatto in autunno, e in pieno periodo foliage, ecco che diventa un giro superlativo e gli da quel valore aggiunto così da poterlo inserire tra i più belli da fare in zona. In più, grazie alla meccanizzazione della prima salita e al fatto che le altre sono tutte completamente padalabili e con pendenze lievi, il giro risulta molto contenuto in fatto di sforzo fisico e allo stesso tempo consente però di cumulare ben oltre 2.100 mt di dislivello negativo.

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Come potete capire ci sono tutti gli ingredienti per un giro a 5 stellette ma d’altronde quando la nostra guida è il local Tiziano Davini non possiamo che andare sul sicuro in fatto di giri divertenti e appaganti.

Dopo aver lasciato l’auto a Villetta lo start è da Casone di Profecchia da dove, fatte poche centinaia di metri in asfalto, imbocchiamo la forestale che sale al Rifugio Cella. Il bosco si presenta subito col vestito della festa, con dei colori stupendi che vanno dal rosso al giallo fuoco e al marrone, subito si capisce che in questo periodo dà il meglio di sè.

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Raggiunto il rifugio il bosco termina e lascia spazio a panorami incredibili su tutti i monti circostanti, dalle Apuane al Cimone e al Prado non manca nessuno la visuale è completa.

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Prendiamo il 54 per Bocca di Massa con l’unico breve tratto di spingismo di tutto il giro fino a raggiungere il crinale, il sentiero potrebbe anche essere pedalabile ma l’erosione ha provocato vere e proprie voragini che non consentono di procedere in sella, unica alternativa allo spingismo, specialmente con ebike, è quella di salire fuori sentiero per prati. Dal crinale si torna in sella e con qualche passaggio tecnico si raggiunge Bocca di Massa che con i suoi 1.815 mt sarà la cima Coppi del tour.

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Cai 54 e Foce di Terrarossa

Prima discesa di giornata, parola d’ordine il flow. Dopo una prima parte di crinale dove si possono mollare i freni

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rientriamo nuovamente nel bosco e l’insidia maggiore è rappresentata dai sassi nascosti da un autentico tappeto di foglie

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La discesa invoglia a mollare i freni ma bisogna fare attenzione perchè ogni tanto arrivano all’improvviso dei passaggi su roccia impegnativi e quindi bisogna rimanere sempre pronti ad affrontare questi autentici trabocchetti.

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La discesa termina a Foce di Terrarossa e per arrivare a Campaiana ci attendono ben 10 km di strada bianca che in questo periodo diventa strada marrone, il bosco è stupendo e il mix di colori sempre diverso che troviamo ad ogni curva fanno passare in fretta questo lungo tratto.

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Ogni tanto poi la strada si scopre così da poter ammirare le vette più alte.

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Raggiunta Campaiana non ci rimane che salire alla Pania di Corfino inizialmente su asfalto e poi con i sentieri 564 per la sella di Campaiana e il 62 per la croce. Qua improvvisamente il paesaggio cambia e diventa aspro con la roccia a farla da padrone.

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Particolarità di questa vetta è la croce che è messa più in basso della cima vera e propria in modo che si possa vedere da Corfino il paese sottostante che è anche quello che da il nome al monte.

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Fonte dell’Amore-Fiasco

Inizia da qui la seconda e lunghissima discesa di giornata, da 1.600 mt a 400 mt, prima parte si ripercorre a ritroso la via d’andata

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poi fino a Fonte dell’Amore si percorre un bosco da fiaba con colori pazzeschi come il rosso fuoco che risulta predominante.

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Dalla Fonte dell’Amore inizia il tratto più tecnico del giro con rocce, qualche bel gradone e tornanti accattivanti, nulla di estremo ma il tutto in un ambiente unico da lasciare a bocca aperta.

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Tra un tratto e l’altro c’è spazio anche per una arcigna risalita dove mettere alla prova le proprie abilità tecniche sul fondo smosso e roccioso.

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Sbucati a Corfino giusto il tempo di 4 pedalate ed eccoci alla chicca finale IL FIASCO mai nome fu più azzeccato, la discesa finale a Sillicagnana su castagneta è una vera e propria ubriacatura, un turbillon di ripidi, curve in appoggio, salti naturali e chi più ne ha più ne metta, sentiero davvero divertente che quando arrivi in fondo ti senti ubriaco come quando hai bevuto un fiasco di vino tantè che tra di noi urliamo: Posa il fiasco ahahah.

Brilli ma di felicità e contentezza non ci resta che scendere a Sambuca per la Via del Volto Santo che altro non è che la parte della Via Francigena che va da Pontremoli a Lucca. Questa antica via di pellegrinaggio si conclude nel duomo di Lucca, dove i pellegrini possono scoprire il Volto Santo: un antico crocifisso di legno che raffigura la faccia di Gesù. Da Sambuca poi si risale velocemente a Villetta dove il giro termina.

Raccolta fotografica

Pania di Corfino
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