Due giri in uno, così si potrebbe descrivere il nostro tour sui Monte Ernici, una location particolarmente indicata quando fa molto caldo, come abbiamo potuto constatare personalmente, dato che sembrava di avere l’aria condizionata, solo a fine giro un pò di caldo per il resto temperatura perfetta con leggero venticello.
Primo giro a Guarcino con transfer su pulmino e poi la classica nonchè discesa regina della Frascara che non ha bisogno di presentazioni. Poi, riprese le auto, ci siamo trasferiti a Filettino per un giro all mountain, con il Monte Tarino e la sua aerea cresta più l’interminabile discesa di Colle Arena Bianca. Risultato: con soli 600 mt di salita, grazie ai vari transfer, abbiamo incamerato ben 2.400 mt di dislivello negativo di qualità super e, considerato che ci troviamo sugli appennini, è quasi un record.
Traccia primo giro discesa Frascara
La discesa enduro più bella del Lazio, questo è il biglietto da visita della Frascara, e già questo coprirebbe le spese del biglietto, che poi è un ticket di soli 4 euro, quelli che servono per salire con il pulman da Guarcino a Campocatino. Dal Piazzale, 4 colpi di pedale di numero, ed eccoci all’imbocco della discesa, che parte subito con un bel ripido. La discesa è molto natural e qualche sporadico salto è ben mimetizzato tra la vegetazione.
Ci sono anche parecchi passaggi su roccia a vivacizzare la discesa e renderla più adrenalinica.
E come al solito non mancano le varianti tossiche di cui Nicola è maestro.
Alla fine del trail prima di concludere la discesa sulla strada bianca ci inventiamo anche una bella variante tossica su un ripido in curva degna conclusione di questa bellissima e divertente discesa.
Ma sbucati sulla starda asfaltata, visto che non ci basta mai, ci inventiamo anche un super urban molto impegnativo su delle scale difficilissime, che ci consente di arrivare alle auto senza fare un metro di asfalto in discesa.
Video Frascara con momenti salienti by DarkJak
Traccia secondo giro Monte Tarino
Ricaricate le bici sulle auto, con un trasferimento di circa 40 minuti raggiungiamo Filettino, dove lasciamo un auto per effettuare il recupero a fine giro e con le altre saliamo a Campo Staffi per cominciare il giro. Dall’enduro si passa all’All Mountain e l’obiettivo è il Monte Tarino che con la sua bella e aerea cresta si vede laggiù all’orizzonte.
Dalla fine del parcheggio prendiamo subito il filante sentiero 693B/694A per Monna della Forcina.
Segue una veloce discesa mista sentiero/stradone su terreno smosso fino a Mona di Campo Ceraso. Normalmente da qua per salire al Tarino si percorre un lunghissimo tratto di stradone fino al Fontanile Campitelle e poi si sale per la cresta del Tarinello, noi invece prendiamo una traccia quasi inedita, o perlomeno percorsa finora da pochissimi bikers, che ci consente di tagliare tutto questo lungo tratto ed arrivare all’imbocco della cresta per il Monte Tarino tutto su sentiero.
Si tratta del sentiero 16 che si inerpica nella Valle Ciociaro, il sentiero, molto poco visibile soprattutto nella prima parte, è segnato solo da ometti e in alcuni tratti bisogna fare bene attenzione a individuarli tra la boscaglia.
La salita è dura e i tratti molto ripidi impediscono la ciclabilità anche con ebike ma consente di risparmiare molto tempo rispetto a quella classica.
Sbucati sul 651 la vista si apre sul Monte Tarino e la sua rocciosa vetta che dobbiamo affrontare in rigoroso portage, è questo il tratto più duro e impegnativo di tutta la salita, sia per la pendenza che per il fondo molto roccioso e gradonato.
Le ebike qua soffrono un pò ma il tratto fortunatamente non è lungo.
La vetta, benchè rimane sotto i 2.000 mt, consente una visione a 360° su tutti i monti circostanti.
Indossate le dovute protezioni comincia la discesa, la cresta è molto aerea e a tratti esposta e dopo un primo tratto pedalato ci costringe subito ad passaggio in deportage.
Ma poi superato questo scoglio la cresta diventa ciclabile, anche se bisogna fare molta attenzione data l’esposizione, il sentiero infatti taglia la montagna come una lama e inoltre il fondo molto smosso e secco con grip pressochè uguale a zero rendono il tutto più complicato.
La cresta è nel complesso molto discontinua e non risulta tutta completamente ciclabile, sia per alcune risalite che per dei tratti con rocce che impediscono quasi il passaggio, come questo, dove Nicola ha dovuto tirare fuori tutte le sue migliori doti trialistiche per riuscire a scendere in sella.
Poi però superata la cresta la discesa torna malleabile, con un divertentissimo tratto tutto tornanti che scende a Monna della Forcina.
Da qua si cambia assetto, con la lunghissima discesa a Filettino da Colle Arena Bianca, nella prima parte, nella Valle Forchitto, sono le pietre a farla da padrone e il fondo è molto smosso, parola d’ordine è saper galleggiare su sassi e rocce mobili, poi però superato il bivio per la discesa del vallone Roglioso ecco che la roccia fissa comincia a prendere il sopravvento e la discesa diventa superlativa.
Il sentiero alterna tratti scorrevoli, con anche belle risalite, a tratti con impegnativi passaggi su roccia fissa che metttona a dura prova le generose escursioni delle nostre sospensioni.
Il tratto più bello e caratteristico lo troviamo una volta arrivati a Colle Arean Bianca, il nome non è stato dato a caso, si tratta di una bancata di arenaria tanto che al passaggio in bici non si riesce nemmeno a tenere gli occhi aperti per il riflesso del sole su questo tappeto bianchissimo e candido.
Man mano che si scende la roccia lascia il posto al flow e la discesa diventa sempre più filante ma le difficoltà non sono terminate, fate bene attenzione all’uscita dove bisogna girare a sx, seguendo un segno bianco rosso poco evidente, ed ecco il gran finale da affrontare scendendo su gradini naturali di roccia e tornanti fino al paese.
Il video Tarino con momenti salienti by Toni
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