domenica, Febbraio 25, 2024
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Isola del Giglio: sentieri 309-315-316-320-314-303-333-308

L’isola del Giglio, un isola piccolina e raccolta ma che racchiude uno scrigno di bellezza sia per il mare che per i sentieri, soprattutto per gli amanti del “grezzo” data l’alta difficoltà tecnica degli stessi. 

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Questo connubio ne ha fatto per noi una tappa fissa (a tale proposito se volete leggere altre escursioni le potete seguire qua: Isola del Giglio 2021 ) e anche quest’anno alla prima giornata di bel tempo ci siamo fatti trovare pronti e siamo andati ad esplorare i sentieri che ancora ci mancavano all’appello.

Sbarcati a Giglio Porto nemmeno il tempo di mettere in temperatura i muscoli e subito ci immettiamo nella difficilissima mulattiera del sentiero 310, che un tempo fungeva da collegamento tra i due centri Giglio Porto e Giglio Castello. La vecchia strada è lastricata con delle pietre di granito ed è scandita da gradini e per tale motivo è una salita esclusivamente da ebike e molto difficile da salire tutta in sella anche con questo mezzo.

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mano a mano che si sale l’enorme fatica viene però subito ricompensata da dei panorami da urlo

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con l’imponente Rocca Aldobrandesca a farci da guardiana

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Dopo un brevissimo tratto iniziale di riscaldamento ci mostra subito la sua faccia granitica

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con un bellissimo tratto costituito da tornanti e gradoni dove solo i più virtuosi riusciranno a passare indenni

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arrivati al bivio col 323 che porta a Cala dell’Allume svoltiamo secchi a dx e cominicia la parte più difficile verso Campese, il sentiero oltre che gradonato e ripido risulta anche smosso, è una planata su Campese dove bisogna tirare fuori tutti gli attributi per portarla a casa senza mettere il piede a terra.

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alla baia di Campese il mare è stupendo, una sosta è d’obbligo anche per ricaricare le energie dopo una discesa così impegnativa.

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la risalita stavolta è su asfalto e quindi molto semplice e veloce, per fortuna in questo periodo l’isola è ancora deserta e il traffico è pressochè nullo.

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Arrivati al bivio per Giglio Castello prendiamo il sentiero 315 detto anche Le Vaccarecce fino a Scopeto dove molto suggestivi sono i massi erratici in granito che sono sparsi ovunque in questa zona. 

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il sentiero è molto panoramico anche se la musica non cambia è sempre e solo roccia e granito anche qua

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Nicola, nonostante il sentiero impegnativo, trova sempre varianti ancora più pepate

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poco prima di scendere al faro prendiamo il taglio del 315 che con molti su e giù risbuca su una sterrata carrabile con vista sulla bella baia sottostante di Cala Monella

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la sterrata riporta prima a Scopeto e poi alla strada asfaltata che sale da Giglio Porto, da li risaliamo ancora sempre su asfalto a Giglio Castello.

Dopo una piccola sosta rigenerante e una piccola incursione per le belle viuzze del centro storico prendiamo la lunga discesa data dalla combinazione dei sentieri 320 e 314 detta dell’Arenella, discesa più endureggiante e un pò più veloce rispetto alle precedenti ma con due/tre passaggi degni di nota.

Questa discesa non termina al mare, ma poco sopra la bellissima spiaggia dell’Arenella che per questioni di tempo dobbiamo ometterne la visita. Preso quindi il bitume risaliamo a Monticello e poi nuovamente a Giglio Castello stavolta però per la strada asfaltata bypassando il sentiero 310 fatto all’inizio del giro.

Ci attende ora la parte più panoramica del giro con la bellissima cresta di Poggio della Mandria e Poggio della Chiusa (sentiero 333) che si conquistano con una salita iniziale ripidissima, il cartello dice 22% di pendenza ma le nostre gambe hanno la sensazione che sia ancora maggiore.

Piccola discesa su granito verso le Porte e col sentiero 303 arriviamo all’imbocco dell’ultima discesa di giornata, il sentiero 308 che va a Cala dell’Albero. E qui purtroppo vengono le dolenti note: il sentiero ha una prima parte superlativa sia come ambiente che come trail

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poi però diventa davvero inciclabile e per un lungo tratto,  tirando le somme abbiamo sentenziato che il gioco non vale la candela, la discesa non è da fare in bici ma semmai solo come escursione trekking.

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lunghissimo deportage sulla discesa a cala dell’Albero

Ed è un vero peccato perchè la Cala dell’Albero, dove il sentiero finisce, è una baia davvero idilliaca, e noi ne approfittiamo per concederci il primo bagno di stagione.

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La bellissima Cala degli Alberi
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Il nostro giro termina qua perché ad attenderci c’è il barchino che ci riporterà al porto per prendere il traghetto di ritorno.

La traccia GPS del nostro giro

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Carta escursionistica

Galleria fotografica

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Il video riepilogativo del giro fatto dal nostro videomaker Francesco Massimiani

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