mercoledì, Aprile 17, 2024
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Monteluco di Spoleto: i luoghi del silenzio.

Nil iucundus vidi valle mea spoletana

Non vidi mai nulla di più giocondo della mia valle di Spoleto

Queste furono le parole che San Francesco esclamò alla vista della città dalla sommità di Monteluco, parole che si trovano ancora incise sul marmo del Belvedere a Monteluco, ecco perchè è sempre stata considerata la montagna sacra degli spoletini. Essa sorge sul versante opposto al colle Sant’Elia, luogo nel quale vide la luce il nucleo abitativo originario di Spoleto.

Il nome stesso della città deriverebbe, secondo la leggenda, dalla fusione delle parole greche “Spao” e “Lithos” che significano sasso staccato, alludendo al colle Sant’Elia come frammento del Monteluco stesso. Rimanendo coi piedi per terra invece Il nome trae origine dal latino lucus, ovvero bosco sacro a Giove, simbolo della centralità religiosa di questi luoghi fin dall’epoca dell’antica Roma.

Il promontorio si presenta coperto da una fitta vegetazione boschiva, nella quale si alternano e legano perfettamente diverse componenti della flora locale, dalle antiche querce, ai pini, ai faggi, agli aceri fino a corbezzoli, ai ciliegi selvatici e ad una miriade di arbusti.

Il Monteluco, che domina la città di Spoleto con il suo silenzio e con questa abbondanza di natura selvatica, è da sempre un luogo denso di sacralità per gli abitanti della zona e per i numerosi eremiti ed asceti religiosi che nei secoli lo hanno eletto a loro dimora e luogo di preghiera.

La montagna, oltre ad ospitare una biodiversità ricca di fauna e flora, conserva nascosti nei suoi meandri molti eremi, chiese abbandonate, ma soprattutto una fitta rete di sentieri sempre ben tenuti e curati dall’associazione locale ASD 2010 Gravity Team, soprattuto per quanto riguarda l’aspetto gravity, che la rendono una meravigliosa location per noi bikers e ne hanno fatto una bella palestra per chi predilige i percorsi enduro.

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Il nostro giro parte dalla trafficatissima Via Flaminia proprio all’uscita di Spoleto nord dove si può trovare un comodo parcheggio e una buona pizzeria al taglio per approfittarne a fine giro per un lauto spuntino.

Ma fatto appena un chilometro di asfalto si abbandona la civiltà per imboccare il “Giro dei Condotti”, un lungo sentiero così chiamato perchè in quella zona vi sono numerose condutture di raccolta dell’acqua piovana a fini civili, che costeggia le ripide pendici del Monteluco con ampi scorci panoramici sulla città e la Rocca Albornoziana, magnifica fortezza che sovrasta la città di Spoleto.

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La Rocca Albornoziana domina la città di Spoleto

Memorabile e unico è poi lo scorcio che permette di ammirare il Ponte delle Torri, splendida struttura alta ben 80 metri derivata da un acquedotto romano che poggia su nove possenti arcate, purtroppo ancora inagibile a causa dal terremoto.

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Ponte delle Torri

La passeggiata possiamo dire che termina qua, d’ora in poi sarà salita dura e anche con tratti molto tecnici che metterà a dura prova anche coloro che l’affronteranno con ebike, è la famigerata ‘corta di Monteluco‘, così viene chiamato dagli abitanti del posto il sentiero che sale ripido fino alla vetta del monte, anche se in realtà è la Via di Francesco che va da Spoleto a Monteluco, con diversi passaggi su roccia e gradoni.

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la Corta di Monteluco

In questa prima salita però non arriveremo fino in cima ma a circa metà giriamo a sinistra per il sentiero ‘La Contessa’ che in modo flow ci permette di arrivare all’imbocco della prima discesa di giornata.

Discesa Kashima

La discesa parte subito con un bel salto in curva a cui segue un tratto dentro un fosso con belle roccette da copiare

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e un divertente rock garden

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La discesa termina sempre sul Giro dei Condotti con un bel passaggio sui roccia, ripetiamo il tratto già percorso fino al Fortilizio dei Mulini dove stavolta giriamo su un veloce single track in discesa che ci riporta alla strada asfaltata. Da qua imbocchiamo nuovamente la ‘Corta’ che ci farà transitare per i numerosi eremi disseminati sulla collina, l’Eremo di Sant’Antonio, di Santa Maria delle Grazie, di San Girolamo Dottore per citarne alcuni, sono questi ‘I luoghi del silenzio’ purtroppo per la maggior parte acquistati da privati e quindi non più visitabili all’interno ma solo da fuori.

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L’ultimo tratto di salita, la Via di Francesco, è durissimo e con bici normale non si riesce a pedalare ma bisogna spingere la bici, con ebike diventa invece una bella sfida.

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La Via di Francesco

Eccoci finalmente in cima dove troviamo il Santuario di Monteluco, insediamento francescano che la tradizione vuole fondato dallo stesso Francesco, dove una sosta è d’obbligo per ammirare anche il “Bosco Sacro”, una foresta di lecci con severe norme di protezione testimoniate dalla Lex luci Spoletina costituita da iscrizioni su pietra del tardo III secolo a.C., scritte in latino arcaico, che stabiliscono le pene per la profanazione del Bosco sacro dedicato a Giove: “Questo bosco sacro nessuno profani, né asporti su carro o a braccia ciò che al bosco appartiene, nè lo tagli, se non nel giorno in cui avverrà il sacrificio annuale”, in quel giorno, in quanto a causa del sacrificio, sarà lecito tagliarlo senza frode. Se qualcuno lo profanerà, a Giove farà espiazione…”.

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Oltre al Bosco sacro è possibile visitare anche la grotta di San’Antonio da Padova con vicino un bel belvedere e il Cimitero posto sotto la roccia.

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Cimitero di Monteluco

Discesa Sant’Antimo

Lasciato il convento, giusto il tempo di un piccolo trasferimento su asfalto in discesa, ed ecco la seconda discesa di giornata che ad onor del vero si rivelerà nulla di che in quanto troppo lineare e senza benchè minima difficoltà a parte un gradone su roccia bello pepato. La discesa comunque è breve e termina al Fosso di Valcieca.

La risalita per l’omonima valle fino alla Forcella di Castelmonte è un infinito single track di eccezionale bellezza, quasi tutto pedalabile che costeggia il fosso e passa anche sopra una bellissima forra.

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Forra nel fosso di Valcieca

Dalla Forcella di Castelmonte alla Forca delle Porelle ancora single track ma stavolta quasi tutto in discesa con solo dei piccoli rilanci; da fine discesa Sant’Antimo a qua il contachilometri segna ben 12,7 km tutti di single track eccezionale e pulitissimo, davvero notevole.

Le Porelle, Pierlo Line, Pierlo2

Bella sequenza di discese tutte concatenate tra loro, si parte con Le Porelle velocissima, attraversato l’omonimo borgo ecco Pierlo Line che è anche un prova speciale della tappa del circuito di enduro umbro.

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Discesa veloce e ben preparata con sponde e toboga, presenta qualche bel passaggio accattivante e un bel ripidone in curva dove bisogna sfruttare la piccola sponda provvidenzialmente messa ad ok in fondo per poter girare.

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Ripidone sul Pierlo Pine

A circa metà discesa lasciamo il Pierlo per prendere il Pierlo2, la discesa diventa più tortuosa e bisogna fare attenzione a d un passaggio molto impegnativo dove manca letteralemente la terra sotto i piedi, ripidissimo e con gradone ma lasciando andare la bici si riesce a superare senza difficoltà .

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Passaggio impegnativo sul Pierlo2

La lunga discesa termina al Ponte di Sanguineto, riprendiamo sempre la Valcieca stavolta però per il primo tratto non percorso fino a fine discesa Sant’antimo, salendo rimaniamo ammaliati dalle piante che sembrano rivestite di moquette.

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Stavolta però non arriviamo alla Forcella di Castelmonte ma giriamo molto prima per una ripida carrareccia che poi abbandoniamo per un sentiero che si rivelerà richiuso e infattibile, attenzione in questo tratto non bisogna seguire la nostra traccia ma procedere sempre sulla carrareccia fino a Sant’Antimo.

Possiamo dire che le fatiche terminano qua, c’è solo una piccola risalita di asfalto fino al Convento di San Francesco a Monteluco, dove si può fare anche rifornimento di acqua, e poi sarà solo discesa.

DH Monteluco

La discesa regina, anche questa prova speciale della tappa del circuito di enduro umbro, la più impegnativa e adrenilica, pezzo forte di giornata il passaggio dentro un canalone di roccia che a prima vista mette molta soggezione ma che con un pò di determinazione risulta invece ampiamente fattibile.

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Lo scollatoio

Altro passaggio pepato un salto destinato ai veri saltatori, noi lo aggiriamo a sinistra per la chicken line, qua serve un adeguata preparazione sennò si rischia di farsi male.

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La discesa termina sulla via dei Condotti, ma c’è ancora la parte finale della Pierlo Line che ci permette di arrivare alla strada su sentiero veloce e, visto che c’è ancora tempo, non possiamo non fare una visita in centro per visitare il belissimo Duomo degna conclusione di questo bel tour.

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Il Duomo di Spoleto

Il riassunto con il video del giro

Video di Toni Partipilo

Galleria fotografica

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