domenica, Luglio 14, 2024

È passato qualche anno dall’ultimo articolo…

un po’ condizionato da nuove amicizie, e con la smania di andare affondo che mi contraddistingue, ho appeso la bici al chiodo per dedicarmi completamente allo yoga, l’ashtanga yoga in particolare. 

Dall’esplorazone di luoghi fisici, son passato all’esplorazione dell’animo umano, perchè lo yoga è una disciplina complessa, l’attività fisica è finalizzata all’evoluzione spirituale, alla comprensione profonda della condizione umana, con l’obiettivo di trascendere la realtà comune.

Una bella esperienza devo dire, penso di aver imparato tanto, però, l’esplorazione dell’universo senza muoversi dal tappetino, alla lunga, mi ha stufato. Probabilmente, per aspirare alla buddità, mi servono ancora parecchie reincarnazioni e, come insegna lo stesso yoga, mai forzare la mano, bisogna sempre assecondare la propria natura, e la mia natura, per il momento, mi ha chiesto di inforcare di nuovo una bici.

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Quello che vi propongo è un giro veramente tosto, almeno, per chi come me intende affrontarlo con una bici muscolare. Con tutte le pause contemplative e con un ritmo di pedalata lento ma inesorabile, ci ho impiegato oltre otto ore, una intera giornata, diciamo, però ne è valsa la pena, si torna a casa con il cuore carico di emozioni e gli occhi pieni di immagini di struggente bellezza. 

pedalo

L’itinerario parte da Mentana, dove abito, e dopo un po’ di asfalto, già all’altezza della località Selva, imbocca una strada bianca laterale, per addentrarsi in una magnifica campagna sabina.

Limitando i passaggi su asfalto ai soli tratti di raccordo tra una sterrata e l’altra, con diversi sali e scendi, si tocca prima Montecelio e poi Marcellina, ed appena fuori dal centro abitato, si imbocca un lungo sentiero in salita che, alternando tratti a spinta a tratti in sella, ci porta in quota, passando appena sotto San Polo dei Cavalieri.

panorama

Da qui in poi, ogni varco tra la vegetazione aspra e pungente regala magnifici scorci panoramici sui monti Prenestini. 

panorama-con-sentiero

Procedendo prima in mezzacosta, poi in cresta, il trail si addentra nella riserva naturale del monte Catillo, un luogo che vi colpirà subito per la sua natura tormentata e inospitale. Si avanza con grande fatica sulla roccia acuminata e tagliente, e per restare in sella servono gambe forti e un’ottima capacità di guida tecnica.

sughereta

Con braccia e polsi ormai doloranti per i continui scossoni, desta non poco stupore trovarsi di colpo immersi in un quieto e pacifico boschetto, è la magnifica sughereta di Sirividola, una delle rarissime sugherete presenti ancora nel Lazio, un luogo magico che, essendo situata in discesa, i bikers normalmente scorgono a malapena con la coda dell’occhio, ma che invece merita una sosta, visto che è proprio la sua presenza a motivare l’esistenza stessa dell’area protetta.

sughero

Con il petto ancora pieno del tenue profumo di quei magnifici alberi, si riprende il cammino, per affrontare la parte più insidiosa di tutto l’itinerario.

Da qui in poi non c’è proprio da scherzare, casco integrale e protezioni sono obbligatorie, anche perché ho potuto riscontrare che rispetto a qualche anno fa le condizioni del trail sono notevolmente peggiorate.

Nel primo tratto terroso le acque meteoriche hanno scavato canali profondi, costringendo a salti continui da un lato all’altro. Più avanti, sui tornanti tagliati nella roccia (Don Nello), l’erosione ha portato via la terra ed i sassi più piccoli, lasciando allo scoperto roccioni sporgenti e smossi che rendono la gestione del tornante complessa come una operazione chirurgica di altissimo livello.

Con le chiappe strette e qualche jolly, eccoci ai piedi del monte… via le protezioni, una bella rinfrescata al fontanile e ci si avvia per il rientro.

Si inizia pedalando su asfalto, ma superato il belvedere sulle cascate dell’Aniene, si svolta su una strada laterale a sinistra (attenzione: a causa di un crollo la strada nel primo tratto è chiusa, ma il crollo è parziale e facendo attenzione con la bici si passa) che porta quasi subito su strade bianche e sentieri fino quasi a Guidonia. Da qui si procede un po’ su asfalto, poi di nuovo strade bianche fino quasi a Mentana.

Album Fotografico

sughero
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